Un progetto di Museoterapia promosso dal Complesso monumentale della Pilotta e realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Mosaika
Il Complesso monumentale della Pilotta di Parma promuove il progetto La cultura cura, la bellezza salva, realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Mosaika, che risponde all’esigenza di un museo, sempre più inclusivo e luogo privilegiato del welfare culturale, che desidera coinvolgere in modo attivo persone con problematiche cognitive (Alzheimer, Parkinson e sindrome fibromialgica), con stress e stati d’ansia, e che trova in alcune Associazioni di volontariato del territorio una preziosa collaborazione.
Il progetto prende avvio dalle teorie scientifiche legate alla Museoterapia secondo la quale l’esperienza estetica costituisce un potente strumento terapeutico complementare ai trattamenti tradizionali, stimolando la mente, rallentando il deterioramento cognitivo, migliorando la qualità della vita dei pazienti, producendo benessere psico-fisico e generando amore per se stessi, per la natura e per la vita. Alla base, in particolar modo per le patologie cognitive, c’è l’idea che quando la memoria, il pensiero logico e il codice verbale regrediscono, sia necessario identificare e sostenere “vie di comunicazione altre” in grado di procurare benessere.
La prima proposta laboratoriale (ottobre-dicembre 2025), che è stata dedicata ai pazienti di Alzheimer e realizzata con la partecipazione del C.R.A. Al Parco di Coopselios di Monticelli Terme e del Gruppo Sostegno Alzheimer di Fidenza, si è avvalsa del supporto del Comitato Scientifico composto da Gianfranco Marchesi, psichiatra, specialista in neuroscienze e neuroestetica, Maurizio Vanni, Museologo, specialista in Museoterapia, Liborio Parrino, Neurologo, Pierluigi Gatti, Neurologo, Carla Campanini, Funzionaria storica dell’arte del Complesso della Pilotta e Mario Calidoni, Esperto in educazione al Patrimonio.
Il progetto è partito dalla selezione dei pazienti – con più o meno la stessa compromissione cognitiva – e dall’incontro del gruppo di lavoro con i caregivers e con gli stessi pazienti. Successivamente è stata organizzata una giornata studio per il personale del museo tenuta da Gianfranco Marchesi e da Maurizio Vanni (Università di Pisa), sono state scelte insieme a Carla Campanini le sale espositive della Galleria Nazionale e i temi rappresentati dalle opere ritenuti appropriati a un coinvolgimento “integrale”. Gli incontri settimanali, della durata complessiva di circa 90 minuti (basati sull’esperienza estetica soggettiva e interdisciplinare dei pazienti e sulla “narrazione terapeutica evocativa”) sono stati tre e a dicembre si terrà un incontro di follow up con laboratorio e somministrazione di questionari per comprendere gli effetti e la “persistenza” dei benefici apportati dalla proposta. Ogni laboratorio si è avvalso di misurazioni soggettive (confronti verbali) e misurazioni oggettive (utilizzo della Brain Computer Interface, versione semplificata delle apparecchiature mediche EEG e ECG). Un’attenzione speciale è stata data ai caregiver, figure determinanti nella vita dei pazienti, ma al tempo stesso “persone fragili” da proteggere, motivare e non far sentire sole: per loro sono stati previsti incontri dedicati prima e durante i laboratori, ma anche successivi attraverso visite guidate speciali legate al concetto “Musei, salute e ben-essere”.
Il progetto si arricchirà con un convegno nazionale, promosso dal Complesso monumentale della Pilotta in collaborazione con l’Università degli Studi di Parma, dal titolo “Museologia e responsabilità sociale. Il museo diventa luogo della salute e del ben-essere”, che si terrà sabato 13 dicembre 2025 nella Sala Voltoni del Guazzatoio e vedrà come responsabili scientifici e moderatori Maurizio Vanni (Università di Pisa) e Valentina Gastaldo (Università di Parma). Sarà un’occasione per la restituzione del lavoro svolto (valutazione soggettiva e oggettiva), per un approfondimento sulla metodologia, per una validazione scientifica dell’esperienza estetica all’interno di una terapia multimodale e interdisciplinare e per approfondire temi legati alla responsabilità sociale e al welfare culturale dei musei insieme a professionisti nazionali e internazionali con competenze interdisciplinari: direttori di musei, specialisti in valorizzazione e gestione museale, medici e specialisti del rapporto “arte e cervello”, economisti specialisti in welfare culturale ed esperti di marketing della responsabilità sociale. Il pomeriggio sarà dedicato ad alcuni laboratori di Yoga Museum, Mindful Museum e Narrazione terapeutica che vogliono essere un esempio di pratiche di Museoterapia rivolte a un pubblico generico.
“Con La cultura cura, la bellezza salva, la Pilotta riafferma la propria vocazione di museo vivo capace di generare benessere e inclusione – dichiara Stefano L’Occaso, direttore del Complesso monumentale della Pilotta. Siamo certi che l’arte e la cultura possano rappresentare strumenti di cura e di crescita personale, in grado di restituire senso, emozione e dignità anche a chi vive situazioni di fragilità. Questo progetto ci ricorda che il museo non è solo un luogo di conservazione, ma anche di relazione e rigenerazione umana”.
“L’arte, come affermava l’antropologo francese Lévi-Strauss, corrisponde a un sogno condiviso – sottolinea Gianfranco Marchesi – prima shock emozionale, poi argomento razionale. Si tratta di uno stimolo ricco, potente, complesso, sia culturale che sensoriale-emozionale, che è in grado di comunicare a un livello più intimo e profondo della pura razionalità e sa dialogare con la psicologia più recondita delle persone, entrando nei sotterranei dell’Io, nei bassifondi della mente, e li racconta”.
“La Museoterapia – evidenzia Maurizio Vanni – corrisponde a una grande opportunità per i nostri musei confermando i benefici che un’esperienza estetica personalizzata e proposta sottoforma di percorso laboratoriale può apportare a persone fragili e vulnerabili. Si tratta di una forma di terapia complementare che utilizza la risposta percettiva alla fruizione di opere d’arte”.
